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Biodanza e Psicologia

Domande e risposte

 

Cosa è Biodanza?

Il nome vuol dire “la danza della vita”.

Significa porre musica, movimento ed emozione nella propria vita.

Biodanza è un metodo che stimola l’espressione e lo sviluppo delle proprie risorse, favorendo il benessere, la comunicazione, la creatività.

Poeticamente, la Biodanza è una celebrazione della vita.

 

Un po’ di storia: dove e come si origina ?

 

Il metodo è stato ideato da Rolando Toro Araneda, pedagogo, psicologo, antropologo e poeta cileno. Le ricerche che lo portarono alla Biodanza sono nate in intense e paradossali esperienze personali. La seconda guerra mondiale li aveva mostrato i livelli di perversità che l’uomo può raggiungere. D’altra parte, aveva vissuto esperienze meravigliose: aveva avuto figli ed era entrato in contatto con i primi gruppi che si occupavano di ecologia.

Di fronte all’abisso creato dalle contraddizioni umane, Rolando Toro sentì il desiderio di favorire l’esperienza meravigliosa in più persone possibili. Trovò nella musica il linguaggio universale, l’unico che tutti potevano comprendere, e nella danza la forma ideale per integrare corpo e anima. Così iniziò a formare piccoli gruppi per danzare, cantare e incontrarsi con la musica.

 

Come si propone la Biodanza? C’è una scuola di danza?

 

La Biodanza non è una danza nel senso conosciuto. Non ci sono passi né coreografie da imparare; non si propongono performance espressive o creative.

Rolando Toro ha osservato che certi movimenti uniti a certe musiche avevano effetti sul benessere dei partecipanti.

La metodologia della Biodanza consiste appunto nell’integrazione tra musica, movimento e vissuto qui ed ora in sessioni di gruppo.

La musica unita al movimento stimolano il sentire, il vissuto nel momento presente.

Per fare Biodanza quindi non occorre saper danzare, non c’è bisogno di imparare tecnica di danza. Il termine danza qui sta a significare un movimento pieno di senso e di significato che il partecipante scopre volta per volta tramite:

  • il vissuto del momento presente, e

  • durante i momenti di espressione verbale proposti a tale scopo.

All’inizio di ogni sessione c’è una parte attiva, vitalizzante, a cui segue una parte rilassante, infine una breve riattivazione finale. Si alternano esercizi individuali, esercizi in coppia, esercizi in piccoli gruppi ed esercizi in cui partecipa tutto il gruppo.

 

C’è una relazione tra la danzaterapia e la Biodanza?

 

Considero la danzaterapia una sorella della Biodanza. La differenza fondamentale è che la Biodanza non lavora sul conflitto ma stimola la parte sana della persona, intendendo per salute non il contrario di malattia ma il processo di vivere al livello più alto possibile, come persona intera, e di promuovere lo stesso per gli altri. I partecipanti recuperano la capacità di attivare stati di animo positivi e di realizzare relazioni gratificanti.

 

Che musiche si usano?

 

La musica in Biodanza risveglia il sentire e favorisce l’espressione corporea delle emozioni.

Il repertorio di musiche messo a punto da Rolando Toro consta di circa 400 brani: include sia musica popolare sia musica classica. Usiamo musica ritmica primitiva, jazz, pop, rock, ritmi tropicali, melodie, musica dei Beatles, di Mozart, di Vivaldi, ecc.

Queste musiche le usiamo per stimolare effetti specifici, come già appurato da molti studi di musicologia e di musicoterapia. Gli effetti più conosciuti sono quelli di attivazione (grazie al ritmo) e di rilassamento (grazie all’armonia), poi abbiamo anche l’effetto di favorire la comunicazione con l’altro (grazie alla melodia). Questi effetti, che si otterrebbero soltanto ascoltando la musica, in Biodanza sono intensificati e indirizzati grazie alla proposta di movimenti e situazioni di gruppo specifici.

 

Cosa si può dire di più sui movimenti che si propongono?

 

Il movimento ha una funzione fondamentale nell’aiutare a vivere e a conoscere e ri-conoscere le proprie emozioni, ossia a riappropriarsi dei propri vissuti attivando un processo di consapevolezza di sé. Il partecipante a poco a poco va scoprendo se stessi, molte sue potenzialità che erano per così dire addormentate. È importante ricordare che se un essere umano non riceve stimoli, oppure non li cerca, non ha modo di sviluppare le proprie risorse. A questo proposito, la Biodanza crea un ambiente arricchito di stimoli positivi tra cui la musica unita al movimento in gruppo.

 

Cosa si più aggiungere riguardo il vissuto?

 

La Biodanza stimola vissuti di benessere qui e ora. Sono sensazioni intense di essere vivi nel momento presente. I sistemi di educazione più diffusi pongono l’attenzione sul pensiero e la parola a scapito di ciò che la persona prova nel presente. Invece, l’apprendimento coinvolge tutto l’organismo e non solo le funzioni cognitive. La Biodanza favorisce l’apprendimento attraverso le tre grandi funzioni psichiche: il sentire, il pensare e l’agire, dando la priorità al sentire. Perché? Perché il vissuto ha un effetto immediato d’integrazione, di rivitalizzazione, di cura. Fare esperienza ed Essere l’esperienza sono la stessa cosa. Per Rolando Toro il vissuto è una forma diretta di conoscenza, che non ha bisogno della ragione. Gli effetti del vissuto coinvolgono tutto l’organismo.

Nello specifico, Biodanza attiva sensazioni di vitalità e salute, di piacere, di rinnovamento, di comunicazione e affetto, e di armonia.

In Biodanza le persone trovano opportunità per riattivare il circuito della salute. In questo modo, l’organismo funziona al meglio e lo stress ha meno possibilità di installarsi.

 

In quali ambiti si applica?

 

La Biodanza si applica come promozione della salute.

La Biodanza si colloca nella nuova corrente di pensiero e di ricerca in cui si inserisce anche la Psicologia della Salute, che propone un capovolgimento di ottica dalla centratura sul disagio e il malessere psicologico alla centratura sul benessere e il buon adattamento all’ambiente. Nello specifico, si tratta di alimentare la responsabilità verso se stessi promuovendo risorse come l’autenticità, le competenze relazionali, l’ottimismo, la vitalità, la capacità di vivere il piacere.

La Biodanza si indirizza verso questi obiettivi attraverso l’articolazione di musica, movimento e vissuto qui ed ora.

Dal punto di vista psicologico, ci sono tre pilastri in Biodanza:

  • il legame, la relazione, in contesto di gruppo;

  • il percepire ed esprimere le emozioni attraverso il corpo;

  • il vivere l’istante presente, percepirsi in connessione con la vita, essere presente a ciò che accade dentro e fuori di sè.

La Biodanza si applica anche nella clinica medica e psicologica come metodo complementare ai trattamenti convenzionali. Abbiamo esperienza di applicazione di Biodanza a persone con disagio psichico, a chi soffre di disturbo o malattia psicosomatica, a persone con diabete, con disturbi alimentari, a parkinsoniani, a chi soffre di dipendenze, ecc.

La Biodanza funziona negli ambiti più diversi perché agisce sulla parte sana, agevolando il sentire ed esprimere il desiderio di vivere e di rinnovarsi che si anida in ciascuno essere umano.

 

Quali sono le persone che si rivolgono alla Biodanza maggiormente?

 

La Biodanza giova a chi cerca il benessere psicologico e magari non è motivato, al momento, a raccontare di sè.

La Biodanza è indirizzata a bambini e adolescenti come profilassi e promozione della salute, e per favorire il loro processo di crescita.

La Biodanza è indirizzata ad adulti che desiderano rafforzare il senso di autoefficacia, che aspirano a stabilire legami profondi, che hanno intenzione di ridurre i livelli di stress, che desiderano migliorare il loro impeto vitale, che aspirano a un rinnovamento esistenziale che desiderano incrementare la capacità creativa.

La Biodanza è indirizzata ad anziani come promozione della salute, per facilitare vissuti di benessere e la convivialità, e specificamente per stimolare quelle che Rolando Toro ha chiamato potenzialità tardive.

 

Come si cambia con Biodanza?

 

I partecipanti descrivono i loro vissuti. Ad esempio: “Rientrando a casa dal lavoro, per la prima volta ho pensato a me e mi sono fatta un bagno caldo; dopo mi sono messa a preparare la cena per tutta la famiglia”. “In ufficio ho ricevuto un complimento e per la prima volta lo ho accettato con piacere. Mi sono sentita meritevole”. “Ho perso 2 kili senza accorgermi. Infatti, sto mangiando meno e occupando mi tempo in altre cose piacevoli.” “Mi sento con più energia, dormo meglio e mi sveglio motivata, e questo stato mi dura ogni volta di più”. “Mi sento meglio predisposto verso gli altri, li ascolto con più attenzione, e sono diventato più comunicativo”. “Sono andata a fare una passeggiata in natura, io che sono sedentaria, che fatico a uscire da casa”. “Solitamente sono accondiscendente, preferisco evitare le discussioni, invece l’altro giorno ho detto di NO. Ero ferma e serena, ho mantenuto la mia posizione. Ero meravigliata di me stessa. Non ci ho pensato: è stato un comportamento spontaneo”.

La Biodanza migliora l’umore, innalza l’autostima, favorisce relazioni gratificanti, stimola la creatività come capacità di rinnovamento, favorisce il contatto con la natura.

Ogni cambiamento ha bisogno di essere rivissuto, ripetuto. Quindi la frequenza alle sessioni è importante. Il gruppo compie un ruolo fondamentale, dando ai partecipanti la complicità necessaria per l’attuazione e la stabilizzazione dei cambiamenti.

Noi sentiamo la gioia, il piacere, la forza, la salute, il rilassamento, l’affetto, l’armonia, il senso di rinnovamento. Per esempio, la gioia di trovare un amico, di giocare con il proprio figlio, dell’intimità con il partner, di cantare, di fare una passeggiata nella natura. Molte esperienze quotidiane sono fonti di gioia: è necessario porre l’attenzione su di esse, che in questo modo ci donano un senso di vitalità e di rinnovamento. Il vissuto frequentemente genera emozioni, impulsi all’azione.

 



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